L’Orsetto Gigio

Di Eleonora Giancarli e Ginevra Poledda

L’Orsetto Gigio era orgoglioso del suo compito.

L’Orsetto

Ogni notte accompagnava Leonardo nel mondo dei sogni. Questo succedeva sin da quando il bambino era piccolo. L’Orsetto Gigio era stato il suo primo peluche e la mamma lo metteva nella culla ogni volta che il piccolo si addormentava.

Così, notte dopo notte, Leonardo e Gigio erano diventati grandi amici e non si erano più separati.

Anche quando arrivavano giocattoli nuovi, a Natale o per il compleanno, l’Orsetto Gigio sapeva che nessuno avrebbe potuto sostituirlo come guardiano dei sogni e come amico da abbracciare stretto nelle notti inquiete.

E anche al compimento del decimo compleanno di Leonardo, non era affatto preoccupato che un nuovo gioco potesse sostituirlo.

Leonardo era eccitatissimo. Finalmente i suoi genitori gli avrebbero regalato il tablet dei suoi sogni, con mille giochi e applicazioni con cui divertirsi.

E così giorno dopo giorno, sebbene i genitori fossero attenti a non farlo giocare troppo davanti lo schermo, Leonardo cominciò a dimenticarsi di Gigio quando andava a letto.

I suoi occhi continuavano a navigare tra i suoni e i colori del nuovo mondo elettronico e si addormentavano stanchi, senza neanche rivolgere lo sguardo al suo vecchio amico.

Leonardo stava crescendo, è vero, forse non sentiva più il bisogno di abbracciare il suo orsetto per dormire.

Un pomeriggio la mamma, riordinando la stanza, esclamò: “Davvero, ci sono troppi giochi in questa casa! Forse è il caso di regalarne alcuni. Ad esempio, questo vecchio orsetto, potremmo regalarlo alla tua piccola cuginetta, che ne dici?” Leonardo, distratto dai suoi giochi sul tablet, si limitò ad annuire, senza pensare: “Mmmmm, mmmm”.

L’Orsetto Gigio, non fece in tempo a salutare Leonardo, che si ritrovò in una busta, parcheggiato all’ingresso di casa, in attesa di partire per una nuova destinazione.

Quella sera, un forte temporale batteva gocce di pioggia, come pugni ai vetri delle finestre e Leonardo si svegliò di soprassalto. Subito pensò al suo vecchio amico Gigio, ma non lo vide al solito posto e gli tornarono in mente le parole della mamma.

Scese dal letto e corse fino all’ingresso di casa. Aprì la busta nera e tirò fuori Gigio. Lo strinse a sè e tornò a letto.

Il giorno dopo, l’orsetto Gigio tornò al suo posto sul comodino e Leonardo pensò che se anche stava diventando grande e preferiva i giochi elettronici ai suoi vecchi giochi, avrebbe per sempre conservato il suo vecchio amico di stoffa, perchè anche i grandi hanno bisogno di un tenero abbraccio certe notti e i tablet non sanno abbracciare i bambini.

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