La Principessa che salvava i draghi

Di Eleonora Giancarli e Ginevra Poledda

C’era una volta una bambina di nome Ginevra, che giocava a fare la Principessa nel giardino di casa.

La Principessa

Aveva preparato tutto: il suo abito preferito, una coroncina che la mamma le aveva ritagliato da un cartoncino dorato, delle scarpette brillanti, e così vestita, saltellava e correva felice, inventando storie nella sua fantasia.

Le piaceva molto sentirsi una principessa, ma non sapeva bene cosa dovesse fare per impersonarla al meglio. Aveva bisogno di un regno da governare, forse? Una corona più grande? Oppure un vestito più lungo?

Il papà sbuffava sempre perchè non amava che la sua piccola credesse troppo al mondo delle favole: “Le principesse non esistono!”, “Devi imparare a fronteggiare la realtà!”, “Devi contare sulle tue forze, non aspettare un Principe che ti salvi!”

Lei lo ascoltava, ma non era convinta: non sapeva come spiegargli che non voleva aspettare il Principe, ma voleva essere una Principessa che salvava gli altri…una forte, una tosta! Insomma, una specie di super eroe, ma con un bel vestito!

Mentre era persa in questi pensieri, sentì un grosso sbuffo provenire dal bosco vicino e un pò si spaventò…che cosa poteva essere?

Si mise ad ascoltare meglio e sentì un grosso singhiozzo. Sembrava che un grosso animale stesse piangendo, ma non aveva mai sentito animali piangere!

Si avvicinò un pochino e vide una grossa coda spuntare dal tronco di un albero. Una coda viola con bitorsoli verdi e rosa! Stava forse sognando?

Si fece coraggio e gridò: “Ehi tu! Coda rosa! Chi sei? E perchè piangi?”

Il singhiozzare si fermò di colpo e dal tronco si affacciò il musetto di quello che sembrava un piccolo drago!

Ginevra si stropicciò gli occhi per vederci meglio: ma era proprio vero?

Il drago smise di singhiozzare e annusò l’aria. “Se riesci a vedermi, vuol dire che sei proprio tu colei che cercavo!”.

“Me? Ne sei proprio sicuro?” esclamò sorpresa Ginevra.

“Sì! Ti ho sentita dal mondo dei sogni. Tu sei Ginevra, la Principessa che salva i draghi e io ho bisogno del tuo aiuto!”.

“Io salverei i draghi? E come?” chiese la piccola.

“Vedi”, spiegò il drago, “Sempre più bambini preferiscono guardare la TV oggi, oppure giocare col tablet e si stanno dimenticando di noi draghi e di tutti i personaggi che una volta popolavano la loro fantasia”. “Solo chi ha un cuore puro e ancora ama ascoltare e inventare storie ha il potere di salvarci e riportarci in vita! ”

“Ma come posso fare”? tornò a chiedere Ginevra.

“Racconta la mia storia ai tuoi amici! Fa’ che la loro fantasia possa tornare a ricordare noi draghi…solo così potremo continuare a vivere. Il nostro mondo è la vostra fantasia!”.

“Ho capito!” esclamò la piccola. “Devo fare ciò che mi riesce meglio! Raccontare le storie dei miei giochi!”.

“Esatto!” esclamò il drago con un grosso sorriso. E come per magia sparì in una nuvola rosa.

Quella sera, come ogni sera prima di andare a letto, il papà si accingeva a leggere una storia per farla addormentare, ma Ginevra lo fermò. “Papà ti racconto io una storia: quella della principessa che salvava i draghi!”.

Il papà fu molto incuriosito e la ascoltò rapito…era una storia davvero originale! Una principessa che andava alla ricerca di draghi prigionieri nel dimenticatoio della fantasia dei bambini, che lei riusciva a salvare, raccontando storie e inventando giochi, dove quei draghi tornavano a vivere da protagonisti nella mente dei bimbi.”

Il giorno dopo, a scuola, Ginevra sorprese tutti i suoi compagni, quando disse: ”Sapete che c’è un drago nella fantasia di ognuno di voi, che piange perchè lo state dimenticando guardando cartoni e giocando col tablet?”

Tutti rimasero stupiti e furono incuriositi da quella storia.

“Siete tutti invitati nel mio giardino per la merenda di oggi pomeriggio!” “Si va a caccia di draghi!” gridò Ginevra felice.

I bambini si divertirono un mondo quel giorno e ognuno scoprì in cuor suo, l’amico drago che era rimasto nascosto e dimenticato nella fantasia più profonda e decise di non abbandonarlo più.

E nel mondo delle fiabe (quello che esiste veramente, se solo ci concentriamo a pensare), ci fu una gran festa quella sera! I draghi erano tornati a ridere, ballare e cantare, grazie alla loro Principessa salvatrice.

Ginevra quella sera si addormentò come tutte le altre sere, pensando di non aver fatto nulla di speciale…e invece, la mattina successiva, proprio sul suo comodino, una piccola coroncina brillava con accanto un biglietto con su scritto:

“Grazie Principessa”.

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